sabato 2 marzo 2013

Londra Il Grottesco è di casa - Diario di un viaggio tragicomico - 12

E’ mercoledì pomeriggio (30 Luglio) e sotto la pioggerellina fredda e fine di Londra cominciamo a sentire i morsi della fame. Effettivamente è dalla mattina presto che non mangiamo.
Ci dirigiamo verso la fermata del metrò, compriamo i biglietti e scendiamo a Oxford Circus. Ci guardiamo intorno alla ricerca di un locale dove poter mangiare qualcosa spendendo poco.
Sandwich, panini, pizze...costa tutto così tanto e non sembra nemmeno così allettante…Decidiamo per un pezzo di pizza al taglio con patate.
“Vai, ordina tu”
“Ok” non discuto nemmeno. “Mi scusi potremmo avere due pezzi di pizza con le patate?”
“Non abbiamo pizza con le patate” risponde freddo il pizzaiolo senza nemmeno alzare lo sguardo.
“Cosa ha detto? Cosa ha detto?” Elena chiede insistentemente.
La guardo, in silenzio, gli occhi leggermente strabuzzati e la bocca chiusa in una espressione dubbiosa.
“Ma… a dir la verità mi sembra di aver capito che non ha la pizza con le patate…” rispondo
“Ma figurati! Scusa e quella cos’è?? Ci vuole prendere in giro? Non vuole servirci perché ha capito che siamo straniere?” Elena è abbastaza alterata. “Richiediglielo!”
Mi rigiro verso il pizzaiolo cercando di attirare la sua attenzione.
“Mi scusi?.... Mi scusi?”
“Mmmm”
“Mi scusi??!!” insisto perché vorrei i suoi occhi nei miei, magari riesco a capire il perché non vuole servirci.
Finalmente e, aggiungo, molto stancamente, mi guarda.
“Yes??!!”
Soddisfatta proseguo “Vorrei quei due pezzi di pizza con le patate”
“Ho già detto che non abbiamo pizza con le patate!” risponde in modo sgarbato mentre cerca di ritornare al suo lavoro. Ma questa volta non gli lascio tregua e continuo:
“E allora quella che cos’è? Perché non ci vuole servire?” ho anche incrociato le braccia in segno di sfida. Voglio proprio vedere se adesso ha il coraggio di rispondere!
“Quella, cara turista, è pizza con ananas! Non sono patate! Come ho già detto, non abbiamo pizza con le patate!” i suoi occhi rimangono incollati ai miei, il suo sguardo si trasforma da stanco a disturbato. Il mio invece passa dalla sfida alla vergogna in pochi nanosecondi.
“E’ ananas….” Riferisco a Elena senza guardarla. Pur sentendomi in palese inferiorità, cerco comunque di sostenere lo sguardo del ragazzo.
“Ananas??!! Ma figurati!! Ma scherzi?? Ananas? Sulla pizza? Sei seria? Hanno messo l’ananas sulla pizza??...”
“Shhh stai calma, altrimenti non ci serve nemmeno quella!”
“Mi rifiuto di mangiare la pizza all’ananas!”
Ha ragione…No no no, lasciamo perdere! La nostra radice profondamente italiana ci impedisce di prendere in considerazione una pizza all'ananas.
Prendiamo un panino pomodoro e mozzarella (che di mozzarella sa ben poco), senza farci troppe domande. E senza fare a lui troppe domande, altrimenti ci fa scortare fuori da qualche poliziotto di passaggio!
Dobbiamo stare attente ai soldi perché li abbiamo contati. O meglio: mia mamma me li ha dati contati! Ha fatto qualche ricerca, e ha calcolato esattamente quanto costavano vitto, alloggio, scuola e poco altro. E ha comunicato la stessa cifra ai genitori di Elena.
Così ci ritroviamo con gli stessi soldi (pochi), che per ora sono sotto forma di traveller cheques . Quindi dobbiamo trovare una banca o un ufficio di cambio per scambiarli.




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4 commenti:

  1. Brava , molto divertente!!! Agnese

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  2. Ciao Ele! Pizza all'ananas che schifo, porelle spero che in seguito abbiate trovato di meglio! Io di recente a Barcellona, abbagliata dalla scritta "cucina italiana" ho trovato degli spaghetti che cosi' orribili non li avevo mai mangiati!Non sembravano piu' spaghetti tanto erano cotti e il sugo,che avrebbe dovuto essere pomodoro aveva uno schiumina bianca e aveva un sapore talmente acido che sembrava yogourt scaduto,anche se lo yogourt scaduto non l'ho mai assaggiato penso sia cosi':))))

    Attendo la prossima,che avventure! Ti abbraccio a presto:)

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    1. Grazie!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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